Lunedi me ne parto a camminare per la Via Francigena. Percorrerò un tratto che conosco benissimo: da San Miniato a Monteriggioni.
Tre tappe stupende della Francigena in Toscana; tre tappe che mi faranno toccare Gambassi Terme, San Gimignano, Monteriggioni. Lungo il percorso, boschi splendidi, paesaggi da cartolina e monumenti di estremo interesse: Pancole, la Pieve di Cellole con la Comunità di Bose, la Badia a Conèo.
Un’escursione nella storia della regione, nelle sue radici.

Questa volta però non sarò solo o con un gruppo, ma accompagnerò un giornalista del Touring Club che si occuperà dello speciale sulla Francigena che verrà pubblicato a breve.
E’ la prima volta che condivido il cammino con una persona che non conosco. O meglio, l’ho già fatto un migliaio di volte di condurre in gruppo persone che non conosco, ma in due, senza conoscere il tuo compagno di viaggio, è la prima volta per me.
Sono incuriosito, sono contento di partire.
I miei piedi scalpitano e la mia mente è sovreccitata all’idea di conoscere da vicino una persona lungo il cammino.

Ho sempre pensato che le persone si conoscano camminando; quando affronti una salita, o quando inizi ad essere stanco del cammino fatto, è allora che molte sovrastrutture e maschere, che tutti ci mettiamo, cadono.
E’ allora che automaticamente la nostra mente si concentra sui piedi, sulla respirazione, sui muscoli.
E’ allora che, a gamba tesa, faccio domande.
E’ allora che racconto le mie cose, quelle intime, quelle di condivisione vera.
Quando si è sudati, stanchi, con il battito accelerato, la mente non è lucida per elaborare la risposta giusta.
La risposta esce da sola, lo sguardo è autentico, di quelli veri.
E’ lì che si conoscono le persone.
E’ lì che si cementano rapporti.

E sono uno fortunato a vivere esperienze di questo genere. E’ quasi terapeutico per me raccontarmi in queste situazioni, mi depura, mi fa scaricare tossine, mi rende vero.

Uh quanto mi piace camminare.

Sicché, Tino, benvenuto e buon cammino insieme a me.