Racconti di un Pellegrino (side a)

Volevo scrivere un articolo su i cammini d’Italia. Dopo che ho piacevolmente scovato il sito aggiornato del MiBACT contenente dati e curiosità riferiti alle 44 vie ufficialmente riconosciute in Italia, ho pensato, bè quanti sono!!??!! Scrivere un articolo su cinque di questi sconosciuti ai più, per suggestività ed interesse storico culturale, avrebbe sicuramente scaturito molto interesse tra i lettori.

Poi ho pensato, chi meglio di mio zio Andrea, agente di commercio, che da anni peregrina lungo vie e cammini del Bel Paese con lo zaino in spalla, può darmi dritte ed indicazioni sui sentieri più affascinanti, suggestivi e che più emozionano. Insomma nessuno meglio di lui saprebbe raccontare il perchè ci si mette in cammino.

Così ho deciso di condividere le parole di un pellegrino del mondo, Andrea Plebani. Ecco cosa l’ha spinto a mettersi in cammino; e trionfi l’esperienzialità!

Perchè ti sei messo in cammino?

Mi ha sempre incuriosito la capacità che ognuno di noi ha di intraprendere certe strade e di portarle a compimento. A 20 anni mi sarei dato dello scemo se avessi saputo che a 53 anni avrei iniziato a camminare percorsi più o meno lunghi con lo zaino in spalla. Qualche anno fa girando per lavoro in un magazzino edile ho sentito un vecchio muratore fare una considerazione che vale più di un qualsiasi trattato di filosofia, diceva che guardandosi attorno e vedendo i palazzi e le case che aveva costruito, gli sembrava una cosa inverosimile che lui avesse potuto arrivare a tanto, fare tutto questo. Ecco io sono convinto che ognuno di noi può molto, ma finché non si mette alla prova, non potrà mai sapere a quali risultati e traguardi può arrivare. Sostanzialmente questa è la motivazione che mi ha spinto a camminare, avendo poi fatto un paio di cammini da solo per gran parte del tempo ho iniziato a pregare, un po’ per passare il tempo, e poi perché non avevo altro da fare. Ho scoperto che oltre a non sentirmi solo mi sono sempre sentito protetto, e arrivato a sera, la stanchezza del cammino unità alla tranquillità che mi accompagnava, mi facevano godere di un buon sonno ristoratore. Sono convinto che non esista miglior rimedio di una grande faticata quando ti senti giù di morale. Camminando sono convinto che anche i brutti pensieri che possono passare per la testa vengano vinti. Mi sono messo in testa che il sangue circola maggiormente anche nel cervello, che quindi si ripulisce dalle negatività.

Quali sono i ricordi più belli legati al cammino?

Il cammino più bello come percorso è quello di San Francesco anche se con il mio compagno di avventura non c’era una grandissima intesa. Il cammino migliore che ho percorso in termine di amicizie tessute è stato il Cammino di Assisi. Alla partenza a Dovadola (FO) ho conosciuto una coppia di Brescia, un bancario mantovano ed una bella famiglia Anglo-Giapponese con i due figli. E’ stato un bellissimo cammino in compagnia. Il cammino che ricordo con maggior piacere è quello che va dal Monginevro a Sivizzano Val di Taro. Completamente solo ho trascorso quindici giorni, ricordi di fontane, i piedi immersi nella fresca acqua, le pievi, il negozietto di frutte e verdura che non ha voluto i soldi della frutta, chiedendomi una preghiera, e poi come ho già accennato, questa preghiera continua, che mi ha accompagnato lungo tutto il percorso.

Scritto da Mattia.

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